Fermiamo la violenza fascista e mafiosa

Sabato siamo scesi in piazza per ribadire che il vero degrado delle periferie è creato dal fascismo e dalla mafia.

Abbiamo così aderito all’appello di adesione alla manifestazione dell’ 11 novembre a Ostia, lanciato da realtà formali e informali del territorio e dasingoli cittadini.

“Non è per una sola testata che scendiamo in piazza.
Ma per la storia e le responsabilità politiche che hanno come triste epilogo il violento gesto contro il giornalista.

Durante il commissariamento le istituzioni si sono trincerate dentro le stanze del Municipio lasciando i cittadini ad affrontare l’ascesa dei fascisti del terzo millennio a suon di aggressioni e pacchi alimentari, e di un pezzo di criminalità che schiva i grandi processi e stringe alleanze economico-politiche proprio con Casa Pound Ostia.

Nel silenzio dei grandi partiti in questi anni è continuata a crescere la disoccupazione, la dispersione scolastica, l’impoverimento. la mancanza di casa, la mancanza di luoghi culturali e sociali.

Questo ha permesso a fascisti e criminali di accrescere il loro consenso, speculando sulla disperazione e i bisogni della gente.
I grandi poteri del territorio non sono stati toccati e la mafia su Ostia è diventata folklore, dimenticando le grandi speculazioni dei mondiali di nuoto, del porto turistico, delle opere compensative mai realizzate e tanto altro…

Al contrario di quanto dichiarato dall’ ex commissario prefettizio Vulpiani, in questi anni non c’è stata nessuna tregua. Si sono susseguite aggressioni, intimidazioni e minacce, e i veri problemi del quartiere non sono stati risolti.

Sono anni che i cittadini, i militanti, gli studenti e i volontari denunciano il clima che si respira sul territorio, e siamo rammaricati che sia stata l’aggressione a un giornalista Rai a risvegliare l’attenzione su una situazione che fino a quando ha riguardato semplici cittadini non ha avuto l’onore delle prime pagine.

Per tutto questo se i rappresentanti delle istituzioni decideranno di intervenire sabato gli verrà chiesto di sfilare come tutti gli altri, non in prima fila.

Saranno i cittadini antifascisti a scendere in piazza perché c’è la necessita di ritrovarsi intorno a valori comuni, perché ‘la mafia è una montagna di merda’ si, e noi sappiamo bene da dove arriva”.

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